- Quando?
Durante l’osservazione, sia ad occhio nudo che con il binocolo, è
importante far caso ad ogni piccola agitazione della superficie del
mare. Nella maggior parte dei casi si tratterà di un’onda che
si rompe, ma è anche il primo segno di un cetaceo che affiora
in superficie.
È quindi preferibile compiere avvistamenti in giornate di
mare calmo. Una regola generale è che le osservazioni sono
da interrompere quando si vedono le creste bianche delle onde, poiché
se le onde si rompono in continuazione risulta estremamente difficile
distinguerle da un cetaceo che affiora.
I cetacei possono essere
avvistati a qualunque ora del giorno, anche se la luce radente delle
prime ore del mattino e del tardo pomeriggio spesso crea le migliori
occasioni.
- Cosa
fare?
Una volta che credi di avere avvistato qualcosa, prendi il binocolo
e fissa il punto e l’area intorno per uno o due minuti.
Se si tratta di un cetaceo può passare tempo prima che torni
in superficie a respirare. Un delfino dovrebbe riapparire abbastanza
presto.
Cetacei di grosse dimensioni, però, fanno immersioni molto
più lunghe, di decine di minuti, e potrebbero essersi spostati
di molto prima di riemergere. In questo caso bisogna avere molta fortuna
e pazienza per vederli di nuovo in superficie.
- Cosa
osservare ed annotare?
Quando finalmente i cetacei vengono avvistati c’è veramente
poco tempo per annotare ogni caratteristica distintiva. Per questo
motivo è importante sapere già cosa è importante
osservare.
- Come prima cosa
bisogna farsi un’idea delle dimensioni dell’animale. Quando
è possibile si può fare riferimento ad oggetti di dimensioni
note (es.: lunghezza della barca), oppure si definiscono delle categorie
dimensionali a cui l’animale può appartenere (es.: <3 m;
3-6 m; >10 m).
- Spesso i cetacei
affiorano solo con la pinna dorsale oppure anche con il solo dorso.
È importante fare molta attenzione alla forma della pinna
dorsale (triangolare, falcata,
arrotondata), alla sua posizione
(a metà, a
due terzi del dorso) e alla dimensione, oppure notare
se è assente (in Mediterraneo
sarebbe un caso veramente eccezionale, perché le specie presenti
regolari hanno tutte una pinna dorsale).
- Oltre alla dimensione
dell’individuo è importante notare il numero di animali
che compongono il gruppo.
Anche in questo
caso non si tratta di un’operazione facile poiché quasi mai
si osservano tutti gli individui contemporaneamente in superficie.
Il modo migliore è compiere ripetuti conteggi, ricordandosi
mentalmente la posizione di ogni animale, così che quelli che
prima erano fuori dalla vista possono essere annotati nel conto finale.
Se c’è qualche dubbio sulla dimensione effettiva del gruppo
è bene considerare sia il numero minimo che massimo di animali
che si credono presenti.
- A volte è
possibile riconoscere nel gruppo individui che sono chiaramente più
piccoli degli altri: si tratta di piccoli nati da poco o di giovani.
Nella maggior
parte dei casi i giovani nuotano vicino alla madre oppure sono comunque
affiancati da una femmina. Sarà quindi possibile avere un’idea
della dimensione del piccolo in rapporto a quella di un adulto e anche
del numero minimo di femmine presenti nel gruppo.
La maggior parte
dei delfini alla nascita hanno una lunghezza pari al 30-40% del corpo
di un adulto. Crescono poi molto rapidamente durante i primi 3-6 mesi.
- Infine è
molto importante annotare ogni comportamento osservato in superficie
e alcune informazioni ambientali di base (giorno, ora, posizione,
condizioni del mare, visibilità).

Pinne dorsali di globicefali (foto: C. Benoldi)
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Pinne dorsali di grampi (foto: C. Benoldi)
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Pinne dorsali di tursiopi (foto: C. Benoldi)
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