Vittorio
Fadda, Sabina Airoldi
Istituto
Tethys, viale G. B. Gadio 2, 20121 Milano, Italia
Nell’ambito delle
ricerche sui cetacei la foto-identificazione riveste un ruolo
fondamentale per gli studi sulle dimensioni delle popolazioni, fedeltà
al sito, area di distribuzione, struttura sociale e comportamento delle
diverse specie. Il grampo (Grampus
griseus), grazie alla presenza dei graffi e di altre depigmentazioni
che si accumulano nel corso del tempo, è probabilmente la specie
che maggiormente si presta a questa tecnica d’indagine.
Ben poco è
stato però pubblicato sull'effettiva permanenza nel tempo di
questi segni e quindi della loro efficacia per la foto-identificazione.
Nel corso delle ricerche condotte dall’Istituto Tethys nel Mar
Ligure, dal 1990 al 1999, sono stati foto-identificati circa
150 grampi. Di questi sono stati esaminati
19 esemplari, riavvistati nell'arco di 6-9 anni.
Lo studio ha voluto comparare i cambiamenti avvenuti nel disegno dei
graffi su entrambi i lati della pinna dorsale. L'analisi delle foto
dimostra che la maggior parte dei segni, usati per la foto-identificazione,
rimane stabile nel tempo o cambia leggermente, permettendo la ri-identificazione
degli individui a distanza di 6-9 anni dall’ultimo avvistamento. Solo
per un esemplare sono state evidenziate significative differenze, che
hanno richiesto il supporto dei segni presenti sul corpo.
Ulteriori ricerche potranno stimare eventuali relazioni esistenti tra
età ed estensione delle aree depigmentate e verificare eventuali
differenze tra maschi e femmine fornendo un ulteriore contributo alla
conoscenza di questa specie.
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anno
1991
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anno
1999
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La
variazione dei graffi della pinna dorsale su due individui
("trigger" e "ombrello") di
grampo in otto anni (foto:Istituto Tethys)
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