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RECUPERO DI TARTARUGHE MARINE
NEL MAR LIGURE MERIDIONALE
E NEL NORD TIRRENO

Paola Meschini*, Cecilia Mancusi**, Paola Nicolosi**, Anna Roselli**, Iuri Simoncini**
* Acquario Comunale "D: Cestoni", Piazza Mascagni, 1 – 57127 Livorno
** Museo di Storia Naturale del Mediterraneo, via Roma, 234 – 57127 Livorno

Le specie di tartarughe marine segnalate nel Mar Mediterraneo sono sei. La tartaruga comune, Caretta caretta, è la più abbondante e la meglio distribuita. Fra le altre specie la grande tartaruga liuto, Dermochelys coriacea, risulta occasionale e la tartaruga verde, Chelonia mydas è limitata alle sole aree orientali.

... clicca per ingrandire la mappaDal 1990 l’ Acquario Comunale "D. Cestoni" di Livorno è stato designato come centro responsabile per la costa toscana, nel recupero e marcatura di tartarughe in difficoltà, in collaborazione con il Museo di Storia Naturale del Mediterraneo (Livorno), già attivo come Unità Operativa del Centro Studi Cetacei dal 1989.

In nove anni di attività gli interventi e i recuperi di tartarughe marine, sia vive che morte, effettuati dai due istituti livornesi, sono stati numerosi.
Dal 1990 al 1999, nell’area compresa tra La Spezia (44° 07’ di latitudine nel Mar Ligure meridionale) e Porto Ercole (42° 23’ di latitudine nel mar Tirreno settentrionale), sono state recuperate 74 tartarughe.

La tartaruga comune, Caretta caretta, è risultata la specie più rappresentata, con 68 individui (92%).

Sono stati recuperati 4 esemplari (5%) tartaruga liuto, Dermochelys coriacea, e 2 di tartaruga verde, Chelonia mydas (3%).

È interessante sottolineare che una fra le tartaruga verdi ha rappresentato il primo rinvenimento in acque libere registrato per quest’area (Secche della Meloria, Livorno). L’esemplare venne pescato da un palamito e fu rilasciato dopo due mesi nella stessa zona. L’altro esemplare di Chelonia mydas ha rappresentato invece un caso un po’ anomalo di importazione dalle Maldive e dopo le consuete misurazioni, venne stato marcato e rilasciato nel Mediterraneo orientale (Pathos, Cipro). Interessante inoltre il recupero della tartaruga liuto di Forte dei Marmi, Lucca (28 agosto 1998), rimasta impigliata in una rete da pesca e rinvenuta ancora viva. Si tratta del primo individuo di questa specie recuperato nelle acque toscane e fu immediatamente marcato e rilasciato.

Il 57% (n = 42) degli animali su cui si è intervenuti è stato rinvenuto ancora in vita, purtroppo gli altri 32 individui di cui si ha notizia erano già morti.



(foto: M. Rosi)


Le modalità con cui le 74 tartarughe sono state recuperate risultano varie: il 34% (n=25) è rimasto intrappolato nelle reti o in altri attrezzi da pesca (palamiti); il 24% (n=18) si è spiaggiato sulla costa e il 23% (n=17) è stato recuperato in mare aperto; per il 19% dei casi (n=14) non si hanno informazioni sulle modalità di recupero in mare e sulle condizioni degli animali al momento del recupero.

Dei 42 esemplari recuperati vivi, 37 sono stati misurati, marcati e liberati, 3 sono morti pochi giorni dopo la cattura e 2 sono ancora ospitati nelle vasche dell'Acquario perché in condizioni fisiche non idonee alla liberazione.

I dati analizzati, per la tartaruga comune (Caretta caretta), mostrano due picchi nel numero degli esemplari recuperati: nel 1993 e nel 1997.



(foto: C. Mancusi)

La più alta frequenza di spiaggiamento si è verificata durante l’estate, in luglio.

Questo potrebbe essere dovuto alla più alta probabilità di ricevere segnalazioni da parte dei turisti che affollano il mare in questo periodo. Non va sottovalutato inoltre che anche l’alto numero di imbarcazioni veloci, che transitano nell’area toscana, possono causare danni alle tartarughe che nuotano o riposano in superficie. Sfortunatamente i dati in nostro possesso non ci permettono di eseguire un’analisi più accurata data la scarsità di informazioni su molti degli animali recuperati ogni anno.

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