Audio e video subacquei, Sardegna. 2006

Nel 2006 ci è stato chiesto di studiare e proporre un sistema audio/video integrato, capace di svolgere attività impossibili da realizzare per gli scienziati con i metodi standard.

  • Il primo compito consisteva nel monitoraggio audio/video di due grotte parzialmente sommerse. I due siti sono remoti e difficili da raggiungere sia via terra che via mare. Questo tipo di sorveglianza aveva finalità scientifiche.

  • Il secondo compito riguardava la pianificazione di un’attività di monitoraggio acustico subacqueo nell’Area Marina Protetta, con l’obiettivo di raccogliere informazioni sul livello di rumore presente nella zona.

  • Il terzo compito prevedeva la raccolta di dati sull’“uso del mare”. I gestori dell’area erano interessati a capire le abitudini degli operatori commerciali (principalmente centri diving e piccola pesca) presenti nell’area.

L’area 

L’area si trova all’estremo sud-est della Sardegna. È una costa sabbiosa frammentata, con ampie e frequenti formazioni granitiche. Poco abitata, è una zona piuttosto selvaggia e suggestiva, che vive principalmente di turismo stagionale.
Le infrastrutture di comunicazione sono scarse (copertura della rete cellulare debole al di fuori del paese).
I fondali marini sono sabbiosi e variano da 0 a -250 metri di profondità.
È presente un’Area Marina Protetta, ben istituita e regolamentata con norme speciali.
La zona è ricca di biodiversità, con frequenti avvistamenti di cetacei e tartarughe.

Studi Preliminari

È stata condotta un’indagine standard prima di qualsiasi studio di fattibilità. Sono stati acquisiti dati di mappatura digitale

Realizzazione

Le grotte

Dopo diversi test, abbiamo deciso di proporre l’installazione di due videocamere speciali all’interno delle grotte, collegate a una stazione base tramite un collegamento Ethernet wireless a lunga distanza.
Il segnale video viene digitalizzato tramite un video server e trasmesso attraverso la rete.

Entrambe le postazioni sono connesse a un terzo nodo, situato su una piccola isola: il faro, visibile da una delle grotte monitorate.
Per raggiungere il faro dalle postazioni è stato necessario configurare una rete a salti di segnale (bounces). Da lì, il flusso video viene inoltrato fino all’ufficio municipale, dove può essere ricevuto e, se necessario, registrato.

Il faro visto da una delle grotte monitorate.

 

Il faro e la rete

Presso il faro dell’isola è stata installata una parte essenziale della strumentazione:

  • due videocamere motorizzate PTZ

  • il rilancio del collegamento radio Ethernet

  • il sistema di monitoraggio acustico subacqueo

L’intero impianto è energeticamente autonomo, alimentato da una piccola turbina eolica e da un set di pannelli fotovoltaici.

Il monitoraggio acustico è basato su un idrofono analogico cablato, posizionato a circa 800 metri dal faro, su un fondale marino di 28 metri.
Il segnale viene acquisito e gestito localmente per l’analisi e l’archiviazione.

Il monitoraggio acustico

Il segnale dell’idrofono viene acquisito tramite un convertitore analogico-digitale (AD) e memorizzato su un computer a basso consumo installato presso il faro.

Questo computer è collegato alla stazione centrale (situata nell’ufficio municipale) attraverso il collegamento radio Ethernet, secondo lo standard Hyperlan.
Da lì, è possibile recuperare i file audio e riprogrammare lo schema di campionamento acustico.

Il sistema consente anche la trasmissione in diretta del flusso audio, grazie a un software personalizzato in grado di trasferire l’ingresso audio all’uscita di una stazione Ethernet remota in formato lossless (senza perdita di qualità).

La scatola metallica contenente il sistema di registrazione.